28 mag 2017

Recensione: "Trollhunters"... dal libro alla serie animata

Questo è stato davvero un periodo molto impegnato per me. Tra i preparativi del matrimonio, il libro, il lavoro, la casa... insomma, un po' tutto, non ho avuto molto tempo da dedicare al blog (e non ditemi che non ne sentivate la mancanza!) e, in realtà, neppure a leggere quanto avrei voluto, infatti in questa prima metà del duemiladiciassette ho letto appena sei libri. Praticamente soltanto un libro al mese!
Nonostante tutto ho comprato almeno una trentina di libri nuovi che probabilmente visto il poco tempo libero finiró nel duemilamai (ma, si sa, sono un'accumulatrice compulsiva di libri e probabilmente comprerò nuovi libri anche questo mese) ed ho approfittato delle belle giornate per terminare nel soleggiato giardino di casa qualche libro che avevo in libreria da troppo tempo.
Tra queste letture c'è stato anche quello di cui voglio parlarvi oggi, ovvero Trollhunters.



TRAMA
A San Bernardino iniziano a sparire sempre piú ragazzini ma questo non sembra spaventare Jim e Jack Sturges, almeno finché quest'ultimo non viene "rapito" da un mostro enorme sotto gli occhi del fratello più piccolo che ne resterà segnato per tutta la vita.
Dovranno passare più di trent'anni perché Jim Sturge Jr, tipico ragazzino sfigato e senza amici di quattordici anni, scopra il segreto della sua famiglia e il motivo di tutte quelle strane sparizioni.

La storia potrebbe sembrare banale, ma a renderla intrigante non sono i colpi di scena, tutti più o meno prevedibili se siete appassionati del genere fantasy per ragazzi, ma è piuttosto il modo in cui le scene vengono presentate.
Più di una volta ho dovuto smettere di leggere questo libro durante un pasto (si, leggo spesso mentre mangio... in realtà leggo spesso sempre ahahahah!) perché la scena che stavo leggendo era genuinamente rivoltante, il che non è un male, se si pensa che stiamo parlando di troll!
Proprio questi ultimi sono il motivo principale per cui ho apprezzato il libro. I troll, che nell'immaginario collettivo sono esseri stupidi, cattivi, enormi e brutti, qui sono raccontati sotto una luce diversa. Abbiamo troll studiosi ed intelligenti, buoni, cattivi, grandi, piccoli, di tutte le forme e colori e con una loro società organizzata, che vive nel sottosuolo seguendo regole e leggi.
Il titolo del libro infatti non deve far cadere in errore, i trollhunters non sono cacciatori di TUTTI i troll, ma solo di quelli cattivi, che infrangono le leggi e che vogliono mettere a soqquadro il mondo!

DIFFERENZE TRA LIBRO E SERIE


Come molti altri, mi sono approcciata al libro dopo aver seguito (ed amato alla follia tanto da farne il rewatch tre volte!) la serie originale netflix scritta e diretta dallo stesso autore del libro che, se non lo avete ancora notato, è nientemeno che Gulliermo Del Toro... una persona qualunque insomma!

La cosa che mi ha stupito di più è che, nonostante l'ideatore della serie e del libro siano la stessa persona, le due opere sono totalmente diverse!
Nella serie infatti i toni sono molto più leggeri, il protagonista vive una situazione familiare meno tesa e una vita scolastica (di poco) meno difficile rispetto alla sua controparte letteraria. Anche i personaggi sono diversi sia per caratterizzazione che per tanti piccoli dettagli... uno fra tutti AAARGH!!! (no, non sono pazza, uno dei protagonisti si chiama davvero cosí!) nella serie è un maschio mentre nel libro è di sesso femminile.

Anche la trama, sebbene abbia alcuni elementi in comune, prende due strade molto diverse ma entrambe interessanti e che, spero, trovino una degna conclusione, infatti entrambe le opere hanno dei finali aperti che lasciano intuire che le vicende di Jim Sturges (nel libro) e Jim Lake (nella serie) non siano concluse!

COSA NE PENSO...
Se proprio dovessi dare un voto da uno a dieci ad entrambe le opere direi un 9/10 alla serie e un 7/10 al libro, questo perché quest'ultimo risulta molto più prevedibile e perché i personaggi nella serie sono davvero indimenticabili (si, anche con quel taglio di capelli da idiota JIM LAKE!).
In ogni caso la mano di Del Toro si avverte in entrambe e, secondo me, vanno gustate entrambe come opere a se.


Spero che la recensione vi sia piaciuta, fatemi sapere se avete letto il libro, visto la serie o entrambi e se vi sono piaciute!
A presto!!!



Nessun commento:

Posta un commento

Recensione "Il principe prigioniero" - C.S. Pascat

Ciao a tutti! Era da tanto che non scrivevo un post... ho faticato a trovare il tempo (come sempre!) ma spero di farmi perdonare con questa ...